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Uomini Fuori Posto nuova via di più tiri in tra la Valbrenta e la Valsugana sulla parete di Enego

Come nascono le nuove di ascesa sulle pareti ?
Non sempre a tavolino quasi sempre da una intuizione e da una sfida.
Ma non è solo poesia è anche duro lavoro e pure noioso.
Si tracciano si ma oltre a percorrerle vanno aperte per chi verrà dopo.
In questo senso ecco la descrizione di Ermes Bergamaschi che insieme a a Mario Carollo con l’aiuto di Jacopo Guderzo hanno aperto la nuova via di più tiri in tra la Valbrenta e la Valsugana sulla parete di Enego .

Ecco il racconto di Ermes Bergamaschi su Planetmountain.it su Uomini Fuori Posto
Per l’ennesima volta mi trovo a percorrere la SS 47 della Valsugana in una delle consuete uscite infrasettimanali con l’amico Mario Carollo. Molte pareti della valle, non troppo alte e spesso molto comode, sono l’ideale per potere scalare vie multipitch nelle nostre mezze giornate libere dal lavoro.

Meta del giorno la parete del Covolo a Cismon del Grappa, per pulire alcuni tiri e sistemare un paio di soste. Poco prima di arrivare a destinazione osserviamo, dalla parte opposta del Brenta, la parete di Enego dove abbiamo anche aperto la via Motorhead. A sinistra di questa solo le vie Paraflù e Per Alvise, che lasciano spazio ad una serie di placche mai salite. Non ho bisogno di convincere Mario e ancora prima che esprima quello che ho pensato mi dice: “Ndemo”.

Eccoci quindi la settimana dopo alla base della parete in cerca del punto migliore per attaccare la via. Individuiamo una zona 20 metri circa a sinistra della via Paraflù. La partenza purtroppo è un po’ sporca con parecchi arbusti e roccia vegetata, dopo però ci sono placche di roccia super, solo a volte interrotte da qualche cengia erbosa.

Come spesso accade da queste parti bisogna quindi rassegnarsi al fatto che ogni apertura comporta un gran sacrificio ed impegno a causa del lavoro di pulizia indispensabile per rimuovere rami e erbette varie dalla roccia, lavoro che comporta molto tempo e ritarda notevolmente la progressione.

Ci sono voluti quindi diversi mesi sfruttando solo le nostre mezze giornate, ma alla fine siamo riusciti a ricavare una bella linea su ottima roccia che offre un’arrampicata molto tecnica e sostenuta. Soltanto la partenza del quarto tiro non è stato salito in libera da capocordata, ma con la corda dall’alto, stimiamo le difficoltà attorno a 7b (o A0). Ora speriamo che i ripetitori contribuiscano a mantenere e migliorare lo stato della via che merita sicuramente di essere salita.

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