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L’impresa di Massimiliano Sambugaro il Sambu per incontrare Messi

La storia di Massimiliano Sambugaro il Sambu.

Il soprannome , dice la leggenda gli fu dato dal mitico Djalma Santos, il terzino del Brasile campione del mondo , forse il più grande difensore di tutti i tempi , il difensore gentiluomo che visse i suoi ultimi anni a Bassano.
Ma Sambu ora ha 45 anni ed è un tecnico della scuola calcio di Romano d’Ezzelino la “ 1 contro tutti “ , dove si impara il calcio di una volta basato sul tocco del pallone e sul controllo , più che sulle tattiche. SAMBU ha giocato da semiprofessionista e ha segnato 206 gol tra il Bassano il Giorgione e il Pianezze.
Ma ha un debole , un idolo , Lionel Messi e come lui è un funambolo del pallone , palleggi e traverse colpite compresi.
E visto che Lionel Messi era a Torino per la partita con la Juventus ha deciso di compiere una impresa 411 chilometri percorsi palleggiando. Ha palleggiato al Menti e al Bentegodi. Ha impiegato 14 giorni per arrivare a Torino e ci arriva letteralmente con i piedi neri.Ma per prima cosa non va dal Barcellona , ma va a vedere la Sacra Sindone, e a Torino gli aprono il Filadelfia per qualche palleggio. I giornalisti spagnoli tifano per lui chiamano anche il papà di Messi , anche il Barcellona si interessa, ma Messi no e non lo incontra.
Dichiara Sambu: “Ero partito per incontrare Lionel Messi. Alla fine ho capito che quella era la ciliegia. Non è arrivata, mi tengo tutta la torta preparata dai giorni di cammino. Mi è mancata moltissimo la mia famiglia e ho perso quasi 7 chili. Però lo rifarei, perché la Passione muove tutto”

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