Treviso

La città sorge sulla media pianura veneta in una zona ricca di risorse idriche. Entro lo stesso territorio comunale nascono numerosi fiumi di risorgiva dei quali il più importante è il Botteniga.

Attorno all’origine del nome della città si sono fatte varie congetture.
Una delle ipotesi più seguite sostiene che l’antico Tarvisium si riferisca ai Taurisci, popolazione celtica.  Non manca peraltro chi ha ricondotto il nome all’espressione indoeuropea tarvos (toro) con l’aggiunta di un suffisso -isium di chiara derivazione latina.
Una terza opinione si rifà invece al etimo gallico trev- poi modificato in tarv- con il significato di “villaggio di legno”.
Si deve inoltre ricordare la tesi del composto dai termini romani ter (“tre”) e visi (“colli”) in relazione ai tre modesti rilievi, individuabili presso le attuali piazze Duomo, dei Signori e Sant’Andrea, su cui sarebbe stata edificata la città.
Nel corso della sua storia millenaria la città è stata indicata con diversi nomi, tra i quali, i francesi Trévise e Trevigny  ed i tardo latini o italiani Tarvisi, Trevisi, Trevigi, Trivigi.
Un gruppo di frati francescani, inviati dallo stesso san Francesco, giunse a Treviso nel 1216 e prese sede in un oratorio dedicato alla Madonna, nella zona oltre il Cagnan Grande. La comunità divenne presto numerosa e nel 1231 si cominciò a costruire la chiesa e il convento, che vennero ultimati nel 1270. Soppressi nel 1806, furono adibiti ad altri scopi, finché nel 1928 non vennero restaurati e riaperti al culto.
L’architettura è di transizione tra il romanico e il primo gotico. L’interno ha un’unica navata e cinque cappelle laterali.
La città di Treviso è una delle città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione: è stata infatti insignita della medaglia d’oro il 13 aprile 1948 per i sacrifici sofferti dalla popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.