Castelfranco

La città di Castelfranco Veneto fu fondata dai Trevisani tra il 1195 e il 1199 a difesa del territorio insidiato dalle città di Padova e Vicenza. 

Tra i principali luoghi di interessi troviamo il Castello, la cui conoscenza risulta fondamentale nella visita di una città che proprio su di esso risulta imperniata. Le due porte che si aprivano sui punti mediani delle mura di oriente e occidente sono ancora sostanzialmente integre.
Entrando nel Castello attraverso la porta principale, sopra la quale troneggia un Leone di S. Marco del 1499, e proseguendo all’interno delle mura, si arriva nella piazza del Duomo.
In origine, Castelfranco era tutto quello che dice il suo nome, un castello fortificato i cui abitanti godevano di alcune esenzioni fiscali in cambio della difesa della fortezza.
Le mura vennero edificate su di un terrapieno di pianta quadrata circondato da un ampio e profondo fossato nel quale, tuttora, scorre l’acqua del torrente Avenale. La cortina delle mura raccordava torri di varia altezza: quattro agli angoli e altre quattro a difesa delle due porte principali e gli altri due varchi secondari.
Corso XXIX Aprile , la via principale della città, è delimitata da noti edifici: Palazzo Pulcheri, Palazzo Soranzo Novello, Palazzo Spinelli Guidozzi e la Torre civica.
Insieme al corso, Piazza Giorgione è il cuore della città.
La casa di Giorgione situata in un edificio il cui nucleo originario risale al XIV secolo, conserva il Fregio delle arti liberali e meccaniche attribuito al grande maestro.
A Castelfranco la tradizione degli affreschi di facciata doveva essere viva forse già dalla fine del XIII secolo, quando si cominciarono ad edificare residenze civili in muratura, le cui facciate venivano decorate con losanghe  policrome, arabeschi e “tappezzerie” di vario genere. Di tali edifici sopravvivono ancora oggi alcuni rari esempi. Queste poche testimonianze sono rintracciabili percorrendo vie e vicoli soprattutto dentro le mura, nelle facciate delle più antiche case.
Il Duomo deve la sua particolarità alla sua architettura, ispirata alla chiesa veneziana del Redentore (progettata da Andrea Palladio), con un ambiente nobile e solenne  che si differenzia dalle forme palladiane per la sopraelevazione.