Il Sentiero del Vu

Da Londa (frazione a sud di Valstagna), nei pressi della Casa di Riposo e Cimitero, al capitello si entra nel cortile di un gruppo di case (tabelle […]

Da Londa (frazione a sud di Valstagna), nei pressi della Casa di Riposo e Cimitero, al capitello si entra nel cortile di un gruppo di case (tabelle del sentiero), si passa sotto un portico ed inizia subito la salita tra le masiere (terrazzamenti dove si coltivava il tabacco).
Il sentiero s’insinua in una valletta e diventa ripido fino ad una prima postazione in galleria (Casteler, galleria Quattro Bocche) dalla quale vi è una bella vista su Oliero. Poco dopo s’incontra il sentiero dell’Altavia del Tabacco, lo si segue verso destra per risalire, con diversi tornanti della mulattiera, ad una casetta (Costelai) nei pressi della quale si trova un altro pulpito molto panoramico su Valstagna (tabelle, passaggi esposti).
Dopo un altro tratto di facile mulattiera si perviene al Dosso Pasqualaite (quota 550), fin qui circa un’ora di cammino, da dove si dirama una variante attrezzata e, verso destra, un sentiero di discesa (Altavia del Tabacco) per Pusternia-Giaconi.
Abbandonata l’Altavia del Tabacco si continua sul sentiero principale (mulattiera di guerra) in salita sulla cresta boscosa. Più avanti per cenge esposte, ma il sentiero è largo e buono, si attraversa l’impluvio della Valle Mille Covoli, quindi ai ricoveri ‘La Grottona’ (tabelle)(quota 780), oltre la quale segue un ripidissimo tratto sul fondo di un vallone boscoso con passaggi scivolosi ma non esposti.
Si perviene allo spettacolare terrazzo roccioso, con grotte e trincee, della Grottona (quota 900) da dove si gode della più bella panoramica sulla Valbrenta, dalla forra di Cismon a Bassano del Grappa.
Dopo un selletta segue un tratto ripidissimo e molto faticoso sul dosso boscoso che conduce al promontorio roccioso e all’esigua forcellina sulla Val d’Ancino (quota 1.100 – ore 3,00-3,30). Seguono facili mulattiere che, verso sinistra, conducono al Col d’Astiago (quota 1.240)(ore 3,30-4.00).

Complessivamente il sentiero, tra i più belli e panoramici della Valbrenta, è impegnativo e adatto ad escursionisti esperti ed allenati. Vi sono diversi tratti molto ripidi e faticosi, alcuni punti esposti tuttavia non pericolosi o difficoltosi data la larghezza della traccia. Da non sottovalutare la lunghezza ed il dislivello ed il fatto di trovarsi sempre in luoghi molto solitari ed isolati, nonostante all’inizio vi sia l’accompagnamento dei rumori della ‘civiltà’ della strada della Valsugana, e tra balze rocciose austere.