Speleologia

La speleologia (dal greco spélaion=caverna e lògos=discorso) è la scienza che studia i fenomeni carsici ovvero le grotte e le cavità naturali, la loro genesi e la loro natura. In questo ambito, essa si inserisce tra le scienze che studiano la terra ed in particolare i fenomeni naturali che avvengono nel sottosuolo, tra cui il movimento delle acque sotterranee (idrologia ed idrogeologia) e la biologia (biospeleologia).
Gli speleologi sono le figure che per prime esplorano l’interno delle montagne, rendendone poi accessibili le meraviglie ad altri.
La parte speleologica delle Grotte di Oliero si trova all’interno del ‘Covol dei Siori’. Dopo l’ingresso con la barca e giunti di fronte alla ‘Sala della Colata’, guardando all’insù, si dipartono i rami alti, appannaggio solamente degli esploratori speleologici, abituati a muoversi in un mondo fatto di pietre e di acqua Stalattiti, stalagmiti ed alcune particolarissime concrezioni calcaree si presentano agli occhi di questi fortunati che, entrando nel cuore dell’Altopiano di Asiago, possono vedere quello che tale straordinario ambiente ha da offrire. Sembra che niente possa vivere dentro ad una grotta ma, in realtà, questo mondo non è solo un deserto di roccia e acqua: per chi ha tempo di osservare, esso nasconde una fauna ricca e diversificata!
Naturalmente, gli animali sono molto meno numerosi che all’esterno, ma appartengono spesso a specie molto interessanti, poiché hanno sviluppato straordinarie capacità di adattamento ad un ambiente “limite” come quello della caverna. Non tutte le creature che si incontrano nella grotta sono degli abitanti permanenti delle stesse: alcuni vi stazionano temporaneamente o addirittura in modo casuale. I biologi hanno perciò introdotto alcune distinzioni fra questi animali, in funzione della loro dipendenza rispetto all’ambiente cavernicolo:
TROGLOBI sono completamente dipendenti dall’ambiente sotterraneo; vi trascorrono tutta la vita e non riescono a tollerare per molto tempo le condizioni chimico-fisiche che regnano all’esterno.
TROGLOFILI sono animali che frequentano abitualmente la grotta ma non vi sono relegati.
TROGLOSSENI sono ospiti occasionali che dimorano solo temporaneamente nella grotta, che offre loro delle condizioni temporaneamente favorevoli come ad esempio l’assenza di predatori.
La genesi
Il fenomeno carsico vero e proprio esistente nell’Altopiano di Asiago ha avuto il suo massimo sviluppo alla fine dell’ultima glaciazione, quando l’acqua di scioglimento delle nevi e dei ghiacci era abbondantissima. Come sistema, geologicamente parlando, è molto giovane: poche migliaia di anni ancora, e le grotte visitabili potrebbero raddoppiare di dimensione!
Relativamente alla valle del fiume Oliero, dai rilievi fatti è risultato che sia il Cogol dee Soree che il Cogol degli Assassini sono in comunicazione con rami interni del Cogol dei Siori o Grotta Parolini che un tempo erano attivi. Questo indica senza ombra di dubbio che i due covoli superiori rappresentavano gli antichi sbocchi delle acque che ora vediamo uscire più in basso, ossia dal Cogol dei Siori. Si è verificato cioè, per la presenza di diaclasi e giunti di strato molto deboli, che l’acqua ha abbandonato gli antichi sbocchi per uscire più in basso, dove la vediamo oggi, ferma restando la condotta principale di alimentazione, quella che alimenta il laghetto interno.
Disponendo gli eventi in ordine di tempo, nella prima fase l’acqua tracimò dal Cogol degli Assassini pressappoco allo stesso livello del fiume Brenta. Nella seconda fase, l’abbassamento del livello del fiume Brenta, pose l’acqua nelle condizioni di potersi creare un nuovo collettore di uscita, che viene a trovarsi ancora una volta pressappoco al livello del fiume. La vecchia condotta viene si ostruì per effetto del deposito di materiale di crollo proveniente dalla volta del Cogol degli Assassini, successivamente cementato dai depositi calcarei dello stillicidio. In tal modo venne a mancare qualsiasi comunicazione percorribile fra le due grotte
Il Cogol dei Veci, altra sorgente del fiume Oliero, ha invece avuto uno sviluppo molto più semplice.
Ha iniziato la sua attività nello stesso periodo delle altre e ciò è evidentemente dimostrato perchè la parte alta di ogni covolo è circa allo stesso livello. Successivamente si è avuto un graduale abbassamento della soglia di uscita fino al livello attuale, ferma restando anche qui la condotta principale di alimentazione. A convalidare queste ipotesi sono dei particolari morfologici esistenti sulle pareti e sulla volta del Cogol dei Siori. Questi fenomeni vengono chiamati “cupole di corrosione per miscelamento di acque” e possono verificarsi solo in fase freatica, e cioè con la grotta completamente invasa dall’acqua. Le grotte, dopo essersi formate, hanno subito il fenomeno del concrezionamento, cioè l’insieme delle svariatissime forme calcaree che da sole sono un’ottima ragione per una visita!
Nel Cogol dei Siori, stalattiti, stalagmiti, colate, festoni e capelli d’angelo sono presenti in corrispondenza di ogni piccola diaclasi o leptoclasi, dove cioè è possibile la fuoriuscita di una goccia d’acqua. Degna di nota è la stupenda colata calcarea terminale che riveste l’intera parete a monte dell’ultima sala, alta 14 metri! L’età di queste concrezioni non è mai stata calcolata con precisione, ma hanno approssimativamente iniziato a formarsi poco meno di 40.000 anni fa. Prima di tale periodo, infatti, la grotta era invasa dall’acqua, ed in ambiente sommerso non è possibile la formazione di una qualsiasi forma calcarea.